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Social network November 25, 2005

Posted by mentelab in social network.
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Ciascuno di noi stabilisce delle reti sociali, strutturate e ordinate, con i propri parenti, colleghi e amici.Viviamo in relazioni più o meno strette con gli altri. Stabiliamo così delle reti di relazioni, reti sociali, strutturate e ordinate, con i nostri parenti, colleghi di lavoro, amici più assidui. Tutto ciò va a costituire un piccolo network (pr o piccola rete) ristretto, di cui conosciamo l’estensione e l’esistenza stessa.
Esiste poi una rete più allargata (GR o Grande Rete) fatta dalle persone più disparate, amici sporadici o d’infanzia, conoscenze lontane e occasionali, che formano un struttura sotterranea molto più ampia e a noi spesso sconosciuta.

Viviamo in relazioni più o meno strette con gli altri. Stabiliamo così delle reti di relazioni, reti sociali, strutturate e ordinate, con i nostri parenti, colleghi di lavoro, amici più assidui. Tutto ciò va a costituire un piccolo network (pr o piccola rete) ristretto, di cui conosciamo l’estensione e l’esistenza stessa.Esiste poi una rete più allargata (GR o Grande Rete) fatta dalle persone più disparate, amici sporadici o d’infanzia, conoscenze lontane e occasionali, che formano un struttura sotterranea molto più ampia e a noi spesso sconosciuta.Ogni network è fatto di connessioni e nodi. I mezzi a nostra disposizione facilitano le comunicazioni all’interno della rete: basti citare il cellulare, gli Sms, il computer, la posta elettronica, internet e i vecchi mezzi: il telefono, il fax, la posta ordinaria per citarne solo alcuni.
E’ stato calcolato che il 96% delle nostre comunicazioni avviene tramite telefono e cellulare, media di comunicazione interpersonale dominante. Le notizie si diffondono con più rapidità e facilità tramite queste reti, rispetto alle altre possibili modalità.
Lavorare in rete diventa così una strategia vincente ed efficente. Le Reti tra aziende, comuni, enti e istituzioni, scuole, associazioni e gruppi sono le armi fondamentali per la crescita e lo sviluppo sociale ed economico del territorio.
Tali reti hanno una “intelligenza interna” e seguono delle regole ben precise. La rete forte, perchè più ampia e allargata, è quella fatta dai punti deboli (GR), composta da nodi lontani o occasionali che consentono di allargare la struttura verso punti nuovi.
Generalmente noi utilizziamo la piccola rete nel diffondere le notizie, le relazioni e i progetti, tralasciando i nodi lontani: così le comunicazioni, le relazioni e i progetti si fermano limitandosi a pochi, i soliti.
Ogni azienda o istituzione isolata che non fa rete con altre, non si sviluppa o cresce molto lentamente; fatica a sopravvivere nella nuova società della conoscenza estesa, iperconnessa. Anche Internet è una Grande Rete con importanti risvolti economici e sociali. Siamo pronti al cambiamento?

E-BOOK – Wireless Fidelity November 24, 2005

Posted by mentelab in ict.
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Wireless Fidelity  -

La comunicazione wireless (senza fili) è una degli argomenti di cui si discute sempre più. Nell’ultimo incontro dell’European Telecoms Forum del 2002, si è cercato di delineare lo sviluppo delle telecomunicazioni del futuro, il Professor Nicholas Negroponte, fondatore e direttore del Media Lab presso il Massachusetts Institute of Technology (MIT) ha spiegato che gli utenti della rete hanno “fame di bandaâ€? e i cambiamenti introdotti dal 3G (sviluppi della telefonia mobile di terza generazione, vedi UMTS) è “too little, too soonâ€?, troppo esiguo.

Accanto a questa 3G tension si pone la tecnologia 802.11 (WiFi) fenomeno in grande espansione e dagli sviluppi inimmaginabili anche per gli addetti al settore, in grado di cambiare il mondo delle Telecomunicazioni. Il fenomeno 802.11 è il grande candidato ad essere il terzo grande evento nella storia delle telecomunicazioni, dopo il passaggio dall’analogico al digitale e dopo il passaggio dal wired (cavo) al Wireless. Sia il mercato consumer, sia quello business richiedono sempre più dispositivi e Infrastrutture per collegamenti wireless, e ormai molte tecnologie in questo settore sono pronte per essere utilizzate su vasta scala.

http://www.apogeonline.com/ebook/90053/scheda        VISITA

Ancora pochi gli italiani che usano il web November 24, 2005

Posted by mentelab in media education.
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Internet non decolla, deve trasformarsi per crescere: lo dicono i dati emersi dall’ultimo rapporto del Censis. Pochi gli italiani che sanno usare il computer.

Quasi tre italiani su quattro non si connettono mai a Internet: quelli che non lo fanno perché non sanno usare il computer sono addirittura il 74%. Si tratta soprattutto di anziani e di adulti con un livello di istruzione basso, accentuando il fenomeno del digital divide ormai noto.
Il computer, strano ma vero, è il principale ostacolo alla diffusione di Internet, accompagnato dalla modalità di connessione: il 72,6% usa le linee telefoniche normali, lo fa prevalentemente da casa il 70,7%.
Il divario si allarga quando si prende in considerazione il livello di istruzione, ma esiste anche un effetto generazionale (generational gap): i giovani (tra i 14 e 17 anni) e gli adulti (tra i 30 e 44 anni) sono le fasce d’età in cui la penetrazione del mezzo è maggiore.
E’ sorprendende il dato del 16,5% dei giovani che, pur sapendo usare il mezzo, non si connette semplicemente perché non sa cosa farsene. La sostanziale stagnazione che si è registrata negli ultimi anni, continua impetuoso il rapporto, costituisce un importante campanello d’allarme.
Altro dato interessante è legato alla motivazione che spinge una persona a utilizzare Internet. Gli “adulti istruiti” usano il web per acquisire informazioni su qualsiasi argomento (il 42,7 % contro il 25,6% dei giovani), o per aggiornarsi in tempo reale (il 23,5%), o per motivi di studio o lavoro (il 20%).
Diametralmente diverso l’approccio dei giovani: navigano principalmente per mettersi in contatto con molte persone in ogni parte del mondo sono il 32,6%, o per divertirsi o navigare su siti più impensati: alla faccia di chi vuole utilizzare Internet per istruire, nel senso classico del termine, i giovani.
La prima funzione della Rete per i giovani è relazionale e ludica: chattare con gli amici, scrivere messaggi e scaricare la musica. L’uso dei motori di ricerca o l’aggiornamento sulle ultime news lo lasciamo agli adulti istruiti.
I comportamenti degli adulti “non istruiti” si avvicinano un po’ a quelli dei giovani. Si tratta di un sottoutilizzo del mezzo? Aspettiamo le convergenze con la mobile comunication dei cellulari evoluti o le integrazioni con la Tv digitale terrestre.

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